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Se vi recate, per turismo, per lavoro o per studio, in uno Stato dell’Unione europea, oppure in Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera (Stati che fanno parte dello Spazio Economico Europeo, SEE), ricordatevi di portare con voi la TEAM - Tessera Europea di Assicurazione Malattia.
In pratica, è il retro della tessera sanitaria (quella che viene rilasciata dall’Agenzia delle entrate a tutte le persone iscritte al Servizio Sanitario Nazionale).
Negli Stati UE o EFTA, presentando la TEAM al dottore o in ospedale (pubblico o convenzionato), potete accedere alle prestazioni mediche necessarie, non solo urgenti, alle stesse condizioni dei cittadini del Paese visitato.
In generale, le prestazioni sono gratuite, salvo il pagamento dell’eventuale ticket o di altra partecipazione alla spesa prevista.
È necessario sapere, però, che i sistemi di assistenza sanitaria in Europa variano da un Paese all’altro.
Servizi che sono gratuiti in Italia, potrebbero non esserlo in un altro Stato europeo.
Oppure, in alcuni Paesi (come ad esempio in Francia) vige un sistema basato sull’assistenza in forma indiretta, per cui va pagata la prestazione e poi va richiesto il rimborso, al rientro in Italia, rivolgendosi alla propria ASL.
I ticket, invece, in qualunque Paese si siano pagati, non sono mai rimborsati.
È bene sapere anche che l’esenzione dal ticket per determinate malattie croniche riconosciuta in Italia, non è detto che lo sia in un altro Stato dell’UE o EFTA.
Inoltre, i malati cronici, presentando la TEAM, hanno diritto alla “continuità delle cure”, cioè a tutte le cure necessarie in base al proprio stato di salute.
Però, ad esempio, a chi è in dialisi o in chemioterapia, il Ministero della Salute consiglia di prendere in anticipo i contatti con la struttura estera a cui si chiederà la prestazione.
Se, invece, vi recate in un Paese al di fuori dell’Unione Europea e in cui non vigono accordi bilaterali in materia di assistenza sanitaria, potrete beneficiare dell’assistenza sanitaria in forma indiretta (cioè anticipare le spese e presentare la domanda di rimborso alla Rappresentanza diplomatica italiana all’estero entro il termine di tre mesi dalla data dell’ultima spesa per ciascun evento sanitario) solo se viaggiate per motivi di studio o lavoro.
In questi casi, i beneficiari dell’assistenza devono richiedere, prima della partenza, l’attestato ex art. 15 DPR n. 618 del 31 luglio ‘80 alla ASL di iscrizione, previa presentazione della seguente documentazione:

  • per i lavoratori: nota di trasferimento all’estero e documentazione comprovante il mantenimento all’assoggettamento al sistema previdenziale italiano;
  • per gli studenti: documentazione comprovante il conseguimento della borsa di studio o l’iscrizione presso Università o fondazioni estere;
  • tessera sanitaria.

Ricordatevi che la mancata comunicazione alla ASL di appartenenza comporta la perdita del diritto al rimborso delle spese sanitarie sostenute all’estero.
In caso di rientro saltuario in Italia, si ha diritto alle prestazioni garantite alla generalità dei cittadini documentando l’attività di lavoro all’estero.
In particolare, qualora la brevità del rientro risulti incompatibile con i tempi previsti per la re-iscrizione
nell’elenco del proprio medico di fiducia, si ha diritto all’assistenza medico-generica e pediatrica attraverso il sistema delle visite occasionali e i servizi di guardia medica con oneri a proprio carico, per i quali
se ne potrà richiedere il rimborso.
Al momento del rientro definitivo dall’estero, sarà necessario provvedere alla re-iscrizione all’ASL e alla scelta del medico di fiducia.
La reiscrizione può ricadere negli elenchi dello stesso medico di fiducia a carico del quale si era iscritti al momento della sospensione.

Cure di altissima specializzazione

L’assistenza sanitaria all’estero, preventivamente autorizzata, è consentita, in via di eccezione, solo per le prestazioni di altissima specializzazione che non siano ottenibili nel nostro Paese tempestivamente o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico.
Per ottenere l’autorizzazione, l’interessato, o chi per esso, deve presentare all’Azienda Sanitaria Locale di appartenenza:

  • la domanda;
  • la proposta di un medico specialista, adeguatamente motivata in ordine all’impossibilità di fruire delle prestazioni in Italia tempestivamente o in forma adeguata al caso clinico. La proposta del medico deve contenere anche l’indicazione della struttura estera prescelta per la prestazione. Si precisa che è considerata valida la proposta fatta da un medico specialista sia pubblico che privato;
  • l’ulteriore documentazione eventualmente prescritta da disposizioni regionali.

L’Azienda Sanitaria Locale provvede, secondo modalità stabilite dalla Regione, alla trasmissione della domanda e della documentazione al Centro di Riferimento Regionale (CRR) territorialmente competente.
Il Centro di Riferimento valuta la presenza dei requisiti richiesti (impossibilità di ricevere le cure necessarie, tempestivamente in Italia o in forma adeguata alla particolarità del caso clinico) e l’appropriatezza
della struttura estera. Comunica, poi, all’Azienda Sanitaria Locale competente il proprio parere motivato. L’Azienda Sanitaria Locale, acquisito il parere del Centro, provvede o meno al rilascio dell’autorizzazione dandone comunicazione all’interessato e al Centro predetto.
Attenzione - Le cure di mantenimento o di controllo, anche se riferite a una precedente autorizzazione, devono essere preventivamente autorizzate dalla ASL, sentito il Centro di Riferimento Regionale per cui, ogni qualvolta si presenta questa necessità, deve essere presentata domanda di autorizzazione secondo la stessa procedura
sopra indicata.

Dirigente Responsabile : Dr Paolo Piscione
 
Sede Erogativa : U.O.S. Assistenza Primaria e Continuità Assistenziale

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