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GIOCA A SMETTERE

Il gioco d’azzardo
Il gioco d’azzardo è un’attività ludica che consiste nello scommettere denaro, o altri beni di valore, allo scopo di ottenere un premio su un evento il cui esito è in prevalenza determinato dal caso, essendo l’abilità del giocatore un fattore trascurabile. Ciò significa che l’esito della scommessa è determinato da un numero così alto di cause esterne da non essere prevedibile e neppure influenzabile.
Esistono diversi tipi di giochi d’azzardo, dai più antichi come il gioco dei dadi, ai più recenti come quelli effettuati con apparecchi automatici o elettronici (Slot machine), le lotterie, le scommesse sportive, il bingo, i gratta e vinci e i casinò online.
 
Il disturbo da gioco d’azzardo
Il disturbo da gioco d’azzardo è una patologia e un problema di salute pubblica, che determina potenzialmente gravi conseguenze psicosociali: esse coinvolgono l’individuo e i suoi familiari e arrecano problemi di salute fisica e mentale, conseguenze emotive, finanziare, lavorative e legali.
Lo stress causato dal gioco d’azzardo può provocare ansia, insonnia, depressione, sensi di colpa, rabbia, confusione, problemi cardiaci, gastriti e ulcere. Frequentemente il giocatore aggiunge l’uso di alcol, droghe e psicofarmaci che complicano ulteriormente il problema.
Attualmente il disturbo da gioco d’azzardo è considerato una dipendenza comportamentale e come tale una malattia neuropsicobiologica complessa che ha bisogno di diagnosi, cura e riabilitazione.
 
Evoluzione
Il disturbo da gioco d’azzardo può verificarsi durante l’adolescenza o la prima età adulta, ma anche durante la mezza età o addirittura oltre.
Generalmente, il disturbo da gioco d’azzardo si sviluppa nel corso degli anni e la progressione appare più rapida nelle donne.
Il giocatore d’azzardo non necessariamente è un giocatore patologico anche se esiste sempre la possibilità che lo diventi. Quando questo avviene il giocatore passa attraverso diverse fasi dai confini sfumati che vanno dal gioco ricreativo, al gioco abituale, al gioco problematico fino al gioco compulsivo. Per il giocatore ricreativo il gioco rappresenta un modo per socializzare e divertirsi con un’attività piacevole che non ha alcun impatto negativo sulla sua vita. Il gioco problematico è, al contrario, un comportamento a rischio per la salute: il soggetto si attiva per aumentare il tempo da trascorrere giocando e aumenta anche il denaro a esso “dedicato”. Il giocatore  patologico si caratterizza per una fruizione disfunzionale del gioco: si manifestano significative conseguenze negative sulla sua vita dal punto di vista sanitario,  sociale e finanziario. In questa ultima fase si rende evidente un desiderio incontrollabile di giocare (craving) e la malattia assume un andamento cronico caratterizzato da dall’incapacità di gestire l’impulso a giocare.
 
Sei un familiare?
Spesso è difficile capire quando un familiare o un amico si trova in difficoltà a causa del gioco d’azzardo.
Ci sono però dei “segnali” che possono essere osservati nei soggetti con una problematica di gioco d’azzardo e che possono orientare verso il suo riconoscimento:
  • intensificazione degli accessi ai luoghi dove  si  gioca;
  • cambiamenti delle amicizie e dei luoghi frequentati
  • tendenza a mentire;
  • inspiegabile mancanza di soldi nella gestione familiare;
  • ingiustificato aumento delle spese;
  • improvviso indebitamento;
  • richiesta di piccoli prestiti ad amici e parenti;
  • tempo tolto alla famiglia e alle normali attività regolarmente svolte in precedenza;
  • modificazione delle abitudini alimentari e del ritmo sonno veglia;
  • cambiamento dell’umore e irritabilità;
  • reazioni aggressive soprattutto quando si parla di gioco.
Distorsioni del pensiero
 
Nello sviluppo e nel mantenimento di una dipendenza comportamentale contribuiscono fattori individuali, ambientali e legati alle singole caratteristiche dei diversi giochi che in combinazione diversa sono in grado di produrre un alto potenziale compulsivo.
Uno dei fattori che riveste un ruolo chiave nel mantenimeno della dipendenza è lo sviluppo nella mente del giocatore di distorsioni del pensiero che rappresentano vere e proprie teorie che vanno ad alterare la realtà vissuta rispetto al gioco d’azzardo: viene a mancare la valutazione lucida e condivisa delle proprie azioni.
Il giocatore può pensare che giocare d’azzardo sia un modo facile per guadagnare denaro. Può essere convinto di poter controllare gli esiti delle giocate attraverso particolari numeri o sistemi, ma anche mediante strategie comportamentali e rituali. Ritiene di essere in grado di sentire quando è in arrivo la giocata fortunata. Presenta una memoria selettiva per le vincite e tende a dimenticare le perdite. Connota il gioco di un aspetto salvifico. Si convince che attraverso la vincita in denaro potrà raggiungere una vita migliore, priva di ansia e depressione, tale da garantire un futuro tranquillo ai propri figli.
 
Emergenza SARS-CoV-2
In questo momento storico legato all’emergenza pandemica, il Ser.D. non ferma il Servizio dedicato alla prevenzione, alla cura e alla riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo patologico. Infatti  per i pazienti in cura per il Disturbo da gioco d’azzardo e inseriti in un trattamento terapeutico si offre la possibilità di poter continuare online il percorso intrapreso attraverso un servizio webcam dedicato ovvero telefonico.
La consulenza online e/o telefonica è altresì rivolta alle tante famiglie e alle persone sconosciute al Servizio per le Dipendenze che si trovano a dovere affrontare i problemi correlati alla dipendenza da gioco d’azzardo e che a causa delle attuali restrizioni potrebbero assumere una maggiore consapevolezza del problema e di conseguenza sentire la necessità di un aiuto specialistico. L’impossibilità di giocare o  le limitazioni a farlo, mettono maggiormente in evidenza la dipendenza e i sintomi psicologici a  essa collegati (ansia, inquietudine, aggressività, disturbi del sonno).
La chiusura del comparto fisico dei giochi, agenzie di scommesse, sale gioco e la maggior permanenza in casa suggerisce che vi sia la possibilità che i giocatori patologici varino il proprio comportamento ad esempio aumentano il tempo trascorso giocando online, migrando dall’azzardo fisico a quello virtuale, trasgredendo le regole di isolamento e di limitazione degli spostamenti.
 
Orari di apertura
Il servizio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 13:00. Il martedì e il giovedì anche dalle 14:30 alle 17:30.
 
Equipe
 
Ser.D.
Direttore f.f.: Dott.ssa Nadia Anna Della Torre
Dirigente Medico: Dott.ssa Francesca Lucini
Dirigente Medico: Dott.ssa Michela Moscone
Dirigente Psicologo: Dott. Giorgio da Fermo
Dirigente Sociologo: Dott.ssa Sabrina Ricci
 
Gioco d’azzardo patologico
Dott. Massimo D’Alessandro, Psicologo-Psicoterapeuta
Responsabile Scientifico Aziendale
Dott.ssa Monica Di Giambattista, Psicologa-Psicoterapeuta
Dott.ssa Elena Sasso, Psicologa-Psicoterapeuta
Dott.ssa Alessandra Amicantonio, Assistente Sociale
 
Per i gestori di sale da gioco e di esercizi che offrono giochi pubblici
Informativa
ai sensi dell’art.7 comma 5 del decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158 (Decreto Balduzzi), convertito con modificazioni dalla Legge 8 novembre 2012, n. 189

I gestori di sale da gioco e di esercizi in cui vi sia offerta di giochi pubblici, ovvero di scommesse su eventi sportivi, anche ippici, e non sportivi, secondo la legge 8 novembre 2012 n. 189, “sono tenuti a esporre, all'ingresso e all'interno dei locali, il materiale informativo predisposto dalle aziende sanitarie locali, diretto a evidenziare i rischi correlati al gioco e a segnalare la presenza sul territorio dei servizi di assistenza pubblici e del privato sociale dedicati alla cura ed al reinserimento sociale delle persone con patologie correlate alla G.A.P.”
 
Scarica la locandina con le avvertenze per i giocatori ad uso dei locali pubblici con i recapiti dei Servizi attivati dalla ASL di Pescara (jpg)  
Scarica la locandina con le avvertenze per i giocatori ad uso dei locali pubblici con i recapiti dei Servizi attivati dalla ASL di Pescara (pdf)  
Scarica la locandina in Inglese con recapiti regionali dei SerD (pdf)