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n° 81 di giovedì 17 novembre 2005

Lettera aperta di un neonato in difesa dei suoi diritti

Maggiore rispetto dei degenti e delle loro necessità: lo chiedono gli stessi ricoverati, oltre che tutto il personale ospedaliero, al fine di garantire una migliore qualità dell’assistenza.
Ma, non sempre la cosa è accettata di buon grado  da parenti ed amici, che ritengono irrinunciabile fare frequenti visite a congiunti e sodali, magari incuranti degli orari e poco rispettosi della altrui riservatezza.

Il problema è particolarmente sentito presso l’Unità di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del presidio ospedaliero di Pescara, diretta dal dottor Carmine D’Incecco, dove si è pensato di ricorrere ad un simpatico paradosso per ricordare  a parenti ed intimi quanto siano gracili ed indifesi i piccoli ricoverati del reparto, e quanto sia importante far loro visita arrecando il minor disturbo possibile.
Si è, cioè, pensato di far richiedere agli adulti il necessario rispetto delle esigenze dei degenti dagli stessi bambini ricoverati, attraverso una lettera aperta “scritta” di volta in volta  dall’ultimo nato, ed affidata per la divulgazione al personale operante nel reparto. Gli stessi neonati, non paghi del primo risultato ottenuto, hanno insistito affinché la lettera fosse diffusa anche attraverso i giornali e le televisioni, consci dell’importanza dei mezzi di informazione.
Ed ecco il testo:


Carissimi Concittadini,
il vostro neonato ci ha fatto sapere che vuole stare più tempo con la sua mamma e il suo papà e  gli piacerebbe conoscere, appena possibile, anche nonni, zii e cugini, a patto che parlino sottovoce e che controllino l’entusiasmo che sempre dimostrano.
Appena nato ci ha mostrato la Carta Internazionale dei Diritti del Bambino, con il logo dell’UNICEF e dell’OMS (chissà dove la conservava?!), elencandone i dieci punti irrinunciabili e sottolineandone particolarmente due: il diritto a stare con la propria madre ( rooming-in) e il diritto di essere allattato al seno.
La cosa è così eccezionale e le richieste così ben motivate che la Direzione Generale dell’ Ausl, la Direzione Sanitaria dell’ospedale  e tutto il personale della Neonatologia e dell’Ostetricia hanno accettato di buon grado le richieste e si sono impegnati a far conoscere ai genitori e ai parenti tutti i “desiderata” del loro piccolo, da cui è scaturito questo tipo di organizzazione:
dalle ore 8 fino alle ore 10: bagnetto e visita medica;
dalle ore 10 fino alle ore 18 e 30: “full immersion “ con la mamma;
dalle ore 10 alle 14 e 30 e dalle 17 alle 20: il papà, che è sempre impegnato, può tenermi in braccio e aiutare la mamma;
dalle ore 18 e 30 fino alle 20: visita dei nonni e del parentado tutto;
dalle 20 fino alle 24: di nuovo dalla mamma per latte, coccole e il bacino della buona notte;
dalle ore 24 alle 8 del mattino: la mamma riposa ed io sto in camerata con i miei compagni di nascita, se ho bisogno di qualcosa so farmi sentire dal personale del Nido.

La proposta, più che ragionevole, è stata immediatamente attuata:
si chiede ai Genitori e ai Parenti di aiutarci a rispettare i bisogni dei loro piccoli cari.

Il neonato ha garantito
che farà presto sapere se è soddisfatto delle cure e dell’impegno del personale e dei parenti, ma ha già mostrato palesi segni di soddisfazione!


 

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