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n° 45 di giovedì 13 maggio 2004
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Commissioni di invalidità: lettera aperta ai cittadini |
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In merito alle notizie diffuse nei
giorni scorsi dai mass media, il direttore generale dell’Ausl di Pescara
ha ritenuto di dover vergare la seguente "lettera aperta ai
cittadini" , con preghiera di pubblicazione. La riorganizzazione delle "Commissioni per l’accertamento di invalidità civile", introdotta da questa azienda sanitaria, ha portato a intervenire sui giornali autorità, associazioni di categoria, l’Ordine dei medici, alcuni rappresentanti delle istituzioni e dei partiti politici. Dichiaro apertamente di rispettare le posizioni che sono state espresse, anche quelle contrarie, e di avere apprezzato e colto in uno degli argomenti portati dalla discussione un elemento importante che è andato prontamente ad integrare il piano complessivo predisposto dall’Azienda. Credo, però, che tali interventi non abbiano voluto cogliere la vera essenza della scelta compiuta dall’azienda sanitaria, e vi sia un atteggiamento che mira più a urlare, e urlare sempre più forte, pur di non far trasparire la realtà dei fatti. Vorrei poter esplicitare, in modo conciso, le ragioni dell’Azienda Usl, per consentire a tutti i cittadini di comprendere il perché si è dovuto intervenire, che cosa cambia concretamente per gli utenti, e quale realtà ci si aspetta di ottenere. Primo punto: perché si è dovuto intervenire. La prima motivazione è la necessità di mettere al centro i bisogni e le esigenze degli utenti, riconoscendo la delicatezza dei temi e delle risposte che deve saper offrire questo servizio all’intero territorio, per le situazioni personali, umane e di bisogno concreto che tratta. Alla base di questa decisione assunta dall’Azienda Usl c’è la necessità di ridurre il più possibile i tempi di attesa e di ottenere giudizi omogenei dalle singole commissioni. Un’altra motivazione sostanziale è che non è più giustificabile, per un’azienda sanitaria, non valutare condizioni e possibilità di risparmi economici consistenti, rispettando gli stessi standard qualitativi. Come non considerare altre esperienze già maturate per lo stesso servizio in realtà della nostra regione e di altre regioni italiane? Rispetto agli attuali 1.084.640 euro all’anno spesi a Pescara, nella realtà di Ferrara, per esempio, sono 140.000 gli euro spesi per lo stesso numero di pratiche in un anno. Infine, ma certo non per ultima finalità, intendiamo adempiere pienamente alle disposizioni di legge in materia che prevedono specifiche disposizioni fin dal 1990. Secondo punto: che cosa cambia concretamente per gli utenti. Le commissioni insediate con il sistema precedente, rimarranno in carica fino al 25 maggio per esaurire l’esame delle richieste già avviate. Dal giorno 26 aprile si sono insediate le commissioni che rispondono alla nuova organizzazione e che procederanno all’esame delle nuove richieste. Nulla cambia dunque dal punto di vista della funzionalità del servizio, se non una più snella presenza sul territorio per la garanzia di risultati più misurabili, e dunque più efficaci per gli utenti: si passa da 34 a 16 commissioni. Tra queste, è stata individuata una commissione specifica, dedicata ai portatori di handicap gravi dei minori, che garantisce tempi più snelli per i piccoli pazienti. Terzo punto: quali sono i tempi e gli obiettivi per questa nuova organizzazione. Le commissioni che si sono insediate dal 26 aprile sono provvisorie e composte in stretta e non derogabile conformità alla vigente legge. Entro la fine di questa settimana, verrà pubblicato un bando per la selezione dei componenti che andranno a costituire le commissioni definitive. Grazie al monitoraggio continuo dell’operato di tali commissioni, si vogliono ridurre i tempi d’attesa per gli utenti e rendere omogenea la procedura per l’attribuzione delle invalidità. Tra gli obiettivi, anche il risparmio di diverse centinaia di migliaia di euro, da investire in altre attività mediche e di servizio riservate agli utenti. Queste sono le ragioni che hanno portato l’Azienda Usl di Pescara a modificare l’organizzazione delle "Commissioni per l’accertamento di invalidità civile". Detto ciò, in questi giorni, è stato dato ampio risalto sulla stampa a possibili iniziative di organismi rappresentativi contro l’operato dell’Azienda Usl. Si è parlato, con una certa insistenza, di ricorsi al T.A.R. di Pescara. Pur se ognuno è libero di sottoporre al Giudice il proprio pensiero, per un verso ribadisco con assoluta fermezza la legittimità degli atti da noi assunti, per l’altro non posso che manifestare assoluta fiducia nella obiettività del Giudice Amministrativo. Sono convinto che questo atto sia un’occasione importante per la comunità di Pescara, e impiegherò ogni mezzo legale perché ciò avvenga. Da ultimo, se comprendo un’organizzazione che intende invocare tutela in ordine a proprie posizioni, mi è più difficile capire irragionevoli prese di posizione anche di alcuni autorevoli rappresentanti della scena cittadina. Io sono chiamato a svolgere il mio lavoro e tutta l’Azienda Sanitaria deve, attraverso i medici e tutto il personale sanitario e amministrativo, saper soddisfare ogni giorno le esigenze dei cittadini. È qui che va tutto il mio e nostro impegno. Vorrei che avessero questa consapevolezza tutte le autorità locali della nostra comunità, che rispetto pienamente nelle loro funzioni; ma ho il timore che qualcuno nel convocare insistenti assemblee e dibattiti, celi ambizioni e bisogni che non favoriscano il proficuo rapporto tra le istituzioni e l’ intera comunità dei cittadini di Pescara. Ed è a loro, ai cittadini, che tutti insieme dovremmo saper rispondere attraverso i nostri servizi e le nostre scelte.
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