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n° 23 di giovedì 18 marzo 2004

Geriatri a congresso a Loreto Aprutino

Dal pomeriggio di venerdì 19 marzo, fino alla tarda mattinata di sabato 20 marzo, presso l’Hotel Castello Chiola avrà luogo un importante evento di rilevanza regionale. 
Si tratta del congresso annuale della Unità Operativa di Geriatria dell’Ospedale di Penne, diretta dal dottor Carlo D’Angelo, che è altresì Presidente della Sezione Abruzzese dei Geriatri Ospedalieri.
Il Congresso giunto alla sua quarta edizione, ha come tema "Lo scompenso cardiaco nell’Anziano", e registra la partecipazione di oltre centocinquanta medici (cardiologi, internisti, geriatri, medici di famiglia, medici del territorio) e di cinquanta infermieri professionali provenienti da tutta la regione Abruzzo. 
Tra i relatori figurano docenti delle Università di Pisa, Chieti-Pescara e l’Aquila, e Direttori di Unità Operative ospedaliere di tutte le Ausl Abruzzesi.

L’avvenimento, che si ripete ogni anno focalizzando l’interesse dei numerosi partecipanti su temi sanitari di grande rilevanza scientifica e sociale, è organizzato dall’Ufficio Formazione della Ausl di Pescara, dalla Società Italiana per lo Studio dell’Arteriosclerosi, e dalla Società Italiana dei Geriatri Ospedalieri. 
L’incontro di Castello Chiola quest’anno è rivolto alla insufficienza cardiaca che colpisce, mediamente, il 4% dei pazienti tra i sessanta e settanta anni ma che affligge il 15% della popolazione dopo gli ottanta anni, e riconosce come cause principali la cardiopatia ischemica e l’ipertensione. Ed è proprio l’incremento della popolazione anziana che determina un maggior numero di casi di scompenso cardiaco, con conseguenze ben immaginabili dal punto di vista sanitario: aumento del consumo di farmaci, delle prescrizioni di indagini, dei ricoveri ospedalieri, e conseguente peggioramento della qualità della vita, per la necessità di assistere un numero crescente di non autosufficienti. 
Nei due giorni in cui il Congresso è articolato, verranno dibattuti i vari aspetti (etiopatogenetici, clinici e terapeutici) dello scompenso, fino alle più moderne metodiche che prevedono, ad esempio, l’introduzione di nuovi farmaci o l’uso di pacemaker biventricolari per stimolare elettricamente il cuore.

Verrà soprattutto diffuso il messaggio culturale, delle due società scientifiche, di passare da una medicina "curativa" ad una medicina "preventiva", tesa cioè a ridurre od eliminare tutte quelle cause che agendo nell’età media portano, in tarda età, a compromettere la funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio. 
In altre parole, è necessario curare oggi il diabete, l’ipertensione, l’ipercolestorelemia, il sovrappeso corporeo, il tabagismo, la sedentarietà e così via per poter vivere nel modo migliore ed in piena efficienza tutti gli anni che la vita ci riserva.

dott. Carlo D’Angelo ( 085. 827. 6223



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