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Dal pomeriggio di venerdì
19 marzo, fino alla tarda mattinata di sabato 20 marzo, presso l’Hotel
Castello Chiola avrà luogo un importante evento di rilevanza
regionale.
Si tratta del congresso annuale della Unità Operativa di Geriatria dell’Ospedale
di Penne, diretta dal dottor Carlo D’Angelo, che è altresì Presidente
della Sezione Abruzzese dei Geriatri Ospedalieri.
Il Congresso giunto alla sua quarta edizione, ha come tema "Lo
scompenso cardiaco nell’Anziano", e registra la partecipazione di
oltre centocinquanta medici (cardiologi, internisti, geriatri, medici di
famiglia, medici del territorio) e di cinquanta infermieri professionali
provenienti da tutta la regione Abruzzo.
Tra i relatori figurano docenti delle Università di Pisa, Chieti-Pescara
e l’Aquila, e Direttori di Unità Operative ospedaliere di tutte le Ausl
Abruzzesi.
L’avvenimento, che si
ripete ogni anno focalizzando l’interesse dei numerosi partecipanti su
temi sanitari di grande rilevanza scientifica e sociale, è organizzato
dall’Ufficio Formazione della Ausl di Pescara, dalla Società Italiana
per lo Studio dell’Arteriosclerosi, e dalla Società Italiana dei
Geriatri Ospedalieri.
L’incontro di Castello Chiola quest’anno è rivolto alla insufficienza
cardiaca che colpisce, mediamente, il 4% dei pazienti tra i sessanta e
settanta anni ma che affligge il 15% della popolazione dopo gli ottanta
anni, e riconosce come cause principali la cardiopatia ischemica e l’ipertensione.
Ed è proprio l’incremento della popolazione anziana che determina un
maggior numero di casi di scompenso cardiaco, con conseguenze ben
immaginabili dal punto di vista sanitario: aumento del consumo di farmaci,
delle prescrizioni di indagini, dei ricoveri ospedalieri, e conseguente
peggioramento della qualità della vita, per la necessità di assistere un
numero crescente di non autosufficienti.
Nei due giorni in cui il Congresso è articolato, verranno dibattuti i
vari aspetti (etiopatogenetici, clinici e terapeutici) dello scompenso,
fino alle più moderne metodiche che prevedono, ad esempio, l’introduzione
di nuovi farmaci o l’uso di pacemaker biventricolari per stimolare
elettricamente il cuore.
Verrà soprattutto diffuso
il messaggio culturale, delle due società scientifiche, di passare da una
medicina "curativa" ad una medicina "preventiva", tesa
cioè a ridurre od eliminare tutte quelle cause che agendo nell’età
media portano, in tarda età, a compromettere la funzionalità dell’apparato
cardiocircolatorio.
In altre parole, è necessario curare oggi il diabete, l’ipertensione, l’ipercolestorelemia,
il sovrappeso corporeo, il tabagismo, la sedentarietà e così via per
poter vivere nel modo migliore ed in piena efficienza tutti gli anni che
la vita ci riserva.
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