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"Da anni a Pescara la nuova terapia contro il tumore"
Precisazioni del Prof. Marco Lombardo, Direttore del Dipartimento di Oncologia del Presidio Ospedaliero di Pescara

 

A seguito dell’articolo apparso su " IL CENTRO" in data 24/9/01, dal titolo: "Cancro, nuova cura in ospedale", si precisa quanto segue:

1) presso il Laboratorio di Genetica dell’Ospedale di Pescara, diretto dal Prof. Giandomenico Palka, è oggi possibile amplificare la presenza di un gene che interferisce con la sopravvivenza delle pazienti affette da carcinoma della mammella e con la risposta alla terapia.
Fino ad oggi, la presenza di questo gene veniva eseguita, nei Laboratori di Anatomia Patologica, sul pezzo chirurgico, con una metodica era meno efficace e precisa.

2) la scoperta di "fattori di crescita" presenti nelle cellule neoplastiche e determinati da questo gene, ha permesso, già da alcuni anni, di produrre dei farmaci capaci di bloccare la loro azione (anticorpo monoclonale).
Nel tumore della mammella si è visto che, circa il 30% delle pazienti con cancro della mammella ha questa iperespressione ERB-2 (fattore di crescita epidermico umano), conseguenza dell’amplificazione di un gene.
Il risultato di questo approccio razionale alla terapia mirata è stato il TRASTUZUMAB (Herceptyn), un anticorpo monoclonale umanizzato anti-ERB-2, trattamento d’avanguardia utilizzato, ormai da tempo, nelle pazienti con carcinoma mammario metastatico (ERB-2 positive), anche presso la Divisione di Oncologia di Pescara, con risultati incoraggianti.

3) In ogni caso, tutti gli studi clinici effettuati dal 1996 ad oggi, hanno dimostrato che il TRASTUZUMAB è in grado di dare, da solo, percentuali di risposte del 15% della durata mediana di 9 mesi e, associato ad altri chemioterapici (come i taxani), risposte di oltre il 40% della durata mediana di 11 mesi. 
L’importanza e l’efficacia di questo farmaco, come detto, in uso da tempo presso l’Oncologia di Pescara, è nel fatto che esso è il primo farmaco che si è dimostrato in grado di fornire reali ed importanti vantaggi sulla sopravvivenza in pazienti già trattate e non più responsive ad altri farmaci antiblastici.

4) Attualmente sono in corso studi sperimentali per valutare l’efficacia di questi nuovi approcci terapeutici anche in fase più precoce di malattia (sempre in presenza del recettore positivo), ma tali studi necessitano di verifiche e non sono ancora attuabili nella pratica clinica

Prof. Marco Lombardo
Direttore del Dipartimento di Oncologia
della AUSL di Pescara

 

 

Pescara mercoledì 3 ottobre 2001

Il Capo Ufficio Stampa

Dott. Muni CYTRON

Sociologo Dirigente




 

 

 

 

 

 


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