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Precisazioni sull'articolo comparso sul quotidiano "IL TEMPO" in data 14/09/2001

 

Clicca quì per leggere l'articolo de IL TEMPO di venerdì 14 settembre 2001

 


Oggetto: Precisazione

Alla Redazione de IL TEMPO

 

Al fine di non creare allarmismi ingiustificati nella utenza della nostra azienda, Vi preghiamo voler rettificare il contenuto dell'articolo comparso sul Vs. quotidiano in data 14 u.s

La Direzione Sanitaria


Nell'articolo apparso sul quotidiano "Il Tempo" il 14 settembre u.s. con il titolo "Medicina scoppia, malati in corridoio. Per una visita oculistica al "Santo Spirito" anche 150 giorni di attesa" rileviamo notizie non esatte riferite ai tempi di attesa per le visite ambulatoriali. 
Notizie, presumiamo, fomite o
interpretate in maniera distorta, cosi come distorta è l'interpretazione della attività intramoenia svolta dai medici del nostro nosocomio.

Per quanto riguarda in particolare le visite oculistiche i tempi di attesa istituzionali non superano i 31 giorni così come per le ecografie scendono a 25 giorni grazie anche ad un repentino intervento della direzione sanitaria aziendale.

Scende altresì a 10 giorni l'attesa per le visite ortopediche, altra prestazione critica ma immediatamente oggetto di attenzione da parte dell'azienda.

Riguardo le prestazioni in intramoenia è errata l'espressione "si accetta".
La prestazione in intramoenia viene prevalentemente "scelta" dal paziente per particolari
esigenze dello stesso, per particolari doti di professionalità del medico, per particolari rapporti fiduciari tra medico e assistito.

Non è vero che il medico può dedicare alla attività intramoenia" il tempo che si vuole" perché la normativa obbliga il professionista e l'azienda a non superare i volumi istituzionali. Cosi come avviene nel Presidio Ospedaliero di Pescara. Se cosi non fosse si incorrerebbe in gravi inadempienze passibili di altrettanto gravi provvedimenti.

Riguardo il "disertare" le strutture di Penne e Popoli va rammentato che ad ogni utente che richiede una prestazione viene offerta la possibilità di effettuarla su tutto il territorio provinciale e, spesso, solo per ragioni logistiche (tempi di spostamento e desiderio di effettuare la prestazione in luoghi più noti e il più vicino possibile alla propria residenza etc) il paziente stesso sceglie magari una attesa più lunga ma più vicina al proprio domicilio.

 

Pescara,ìlunedì 17 settembre 2001
Il Capo Ufficio Stampa
Dott. Muni CYTRON

Sociologo Dirigente




 

 

 

 

 

 

 


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