C O M U N I C A T O   S T A M P A

Precisazione del dott. Raffaele LOTTI, Primario della Divisione di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale Civile di Pescara





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Alla cortese attenzione del Direttore de IL CENTRO

Dott. Antonio DEL GIUDUCE



Pregiatissimo Direttore,

facendo seguito agli articoli comparsi sul quotidiano da Lei diretto nei giorni di martedì 20 e mercoledì 21 c.m., relativi alle condizioni strutturali dei locali ospitanti la Divisione da me diretta, La prego di voler pubblicare, con il dovuto rilievo, le precisazioni che Le espongo.

 

L'inconfutabile degrado degli ambienti e degli ingressi non è certo causato da incuria dello scrivente, che in innumerevoli occasioni ha inviato lamentele e segnalazioni agli uffici competenti; ciò nonostante è intollerabile che in entrambi gli articoli venga travisata la realtà oggettiva della Divisione attribuendole magagne inesistenti. Si paventa, ad esempio, la presenza di muffe e batteri patogeni nelle sale operatorie ed in sala parto: i frequenti esami colturali effettuati nei suddetti ambienti non hanno mai evidenziato né miceti né organismi batteriologicamente pericolosi per la salute delle pazienti.

Inoltre la morbilità peri e post - operatoria riconducibile ad infezioni delle ferite chirurgiche siano esse addominali o vaginali, è pressoché inesistente. Tali risultati sono stati ottenuti nel rispetto della salvaguardia della salute delle pazienti, rispettando anche i costi dell'Azienda: da più di un anno nei tagli cesarei utilizziamo un antibiotico a basso impatto economico solo in monodose intraoperatoriamente, e nella chirurgia più impegnativa in tre dosi pre, intra e post intervento.

Nessun accanimento chemioterapico, quindi, per le pazienti!

Ciò va detto, pertanto, anche a difesa dell'intero personale medico ed infermieristico che, come è facilmente intuibile, deve adoperarsi in misura notevolissima per conservare asettica una struttura unanimemente riconosciuta come degradata.

E non mi sembra logico che la descrizione distorta del reparto in questione debba penalizzare il personale, altresì terrorizzando immotivatamente le persone che abbiano deciso di partorire o di sottoporsi ad interventi chirurgici in una Divisione definita "ad alto rischio di infezioni".

Noi tutti lavoriamo in una struttura lontano dal blocco operatorio e, nonostante ciò, effettuiamo quasi 2.000 parti l'anno ed un numero di interventi chirurgici tra i più alti dell'intero presidio ospedaliero.

Ciò arreca inconfutabili motivi di prestigio per l'Azienda, oltre che inevitabili introiti economici!

Tanto Le dovevo per precisazione e per amore di verità, in attesa di leggere questa mia smentita, Le porgo distinti saluti.


                                                               Dott. Raffaele LOTTI

Pescara, lì 28 febbraio 2001